Rue's Kitchen
You are here: Rue's Kitchen > Stregoneria > Malocchio > Scongiuri (Palermo)
Scongiuri (Palermo)
Contro il malocchio
1. Si mette in un piatto del sale grosso, in cinque pizzichi, così da formare come una croce, e vi si versa dell’acqua. Poi vi si fanno cadere sopra per tre volte cinque stille di olio, sempre in croce, e si recita lo scongiuro seguente:
Iu cogghiu st’occhiu
In nomu di Diu e di la santa Trinità,
Lu Patri, lu Figghiu e lu Spiritu Santu,
E cusì sarà;
La Santa Trinità,
Tri pirsuni divini
E unu ’sennu in carità.
Occhiu niuru, occhiu biunnu, occhiu ’attignu
Occhiu canignu, occhiu chi dici fari mali,
Duvissi accicari!
Cu tri pani, cu tri pisci
L’occhiu tintu mi sparisci,
E a mari si ni va,
Nni bunnisci ’a santità (Calatabiano).
Versione: Io raccolgo quest’occhio – in nome di Dio e della S. Trinità, – del Padre, del Figliuolo e dello Spirito Santo, – e così sarà; – la S. Trinità, tre persone divine – essendo (che sono) una sola in carità. – Occhio nero, occhio biondo, occhio gattesco, – occhio canino, occhio che deve fare male, – che accechi! – Con tre pani, con tre pesci l’occhio cattivo (il malocchio) sparisca e se ne vada a mare – (e così) ci abbondi la sanità.
2.Occhiu e malocchiu!
E fuìticci l’occhiu.
Crepa la ’nvidia,
E scatta ’u malocchiu!
E, tanto dopo l’uno quanto l’altro, tre sputi con forza.
3. Se si hanno vicini invidiosi, che guardano di mal animo il bene altrui, chi crede di poterne avere nocumento, fa la seguente pratica:
A mezzanotte in punto, prende con la mano destra un vaso pieno di certo liquido..., si avvicina in gran silenzio all’uscio di casa, o alla finestra, o al balcone; con la mano sinistra prende un pizzico di sale e pronunzia il seguente scongiuro:
Fora mal occhiu!
Dintra bon occhiu!
Fora lu picchiu,
Dintra lu stinnicchiu!
Nesci malocchiu di la casa mia,
Vettinni a li profunni di li mari!
E ’nta la mè casa cchiù nun ci turnari!
(Fuori mal occhio, – dentro, buon occhio! – Fuori il piagnisteo, – dentro lo stiramento! – Esci malocchio dalla casa mia! – vattene nelle profondità del mare, – e non tornare più a casa mia! - Dettato da una certa Donna Pippina, soprannominata la magara nel rione della Kalsa.)
e lascia cadere quel sale nel liquido. Ripete questo scongiuro tre volte, a capo delle quali, e dopo il triplice versamento del sale, batte per terra il piede sinistro e butta con energia sulla strada la non odorosa secrezione. (Palermo).
4. Altro scongiuro si può recitare contro il malocchio:
Spatrìcu, spatrìcu,
Ovu di tunnu ’n Francia;
Ca chista è la pampina,
E si alza la palma della mano,
E chista è la ficu!
Si chiude la mano facendo col pollice, l’indice ed il medio, le fiche; e si prosegue nel medesimo modo:
E supra di la ficu
Cc’è la pampinedda
Pi sturdìrisi li vuredda.
Ossu – e malossu,
Picchiu – e stinnicchiu,
Luffa e malincunia,
Fora di la casa mia!
(Spatrìcu o spatrìcula (voce inintelligibile) – uovo di tonno in Francia; – questa è la pampina – e questo è il fico. – C’è la pampinella – perchè (chi vuol male a me) possa rodersi le budella (crepare di dispetto). – Osso, mal osso – piagnisteo e stiramento – malumore e malinconia, – fuori di casa mia!)
Recitato questo scongiuro, si ripete con viva fede: una brutta parola battendo la mano che fa le fiche tre volte sull’ombelico. (Palermo).
5. Chiuso il pugno della mano destra, si fa col pollice slungato, con isdegno e disprezzo, il segno della croce † sulle labbra † e sul ventre † esclamando: Acqua e sali! nè gabbu nè maravigghia!
Affine di neutralizzare gli effetti del malocchio, si urina subito con la intenzione di farlo sopra di esso; v’è chi sputa una o tre volte sul liquido emesso.
http://librarsi.comune.palermo.it/librarsi/cms/librarsi/polo/index.html
Rue's Kitchen
Page 1 of 1 pages
